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Alla scoperta delle nuove tecnologie


“Le nuove tecnologie non sono insegnabili, si possono apprendere. Un adulto deve imparare a utilizzarle per i suoi bisogni, prima che per quelli professionali. Il rischio che corriamo con il computer è che si voglia insegnare agli insegnanti ad usarlo in modo didattico, senza dar loro la possibilità di un uso personale, disinteressato. Rischiamo di addestrare gli insegnanti a delle mansioni limitate rispetto alle possibilità della macchina.
Sono favoriti gli adulti che hanno a portata di mano un bambino maestro, che li pone nella sintonia giusta con la macchina, che è quella di assumerla come ambito di gioco, di usarla come strumento per mettersi in gioco”
.
(Prof. Roberto Maragliano, Docente di Tecnologie dell'Istruzione e dell'Apprendimento presso l'Università Roma Tre).

Insegnare ad usare un computer o navigare in Internet esclusivamente dal punto di vista tecnico non consente agli utenti di familiarizzare con i nuovi media.
È necessario invece elaborare un approccio alternativo basato su due principi fondamentali:
  • Superare le barriere mentali (non solo quelle tecnologiche) e la frequente sfiducia o disinteresse verso le nuove tecnologie
  • Concentrarsi sulla capacità e sulla potenzialità (non sull'uso immediato) - dei nuovi media e mettere in evidenza la dimensione sociale della diffusione delle nuove tecnologie come strumento di promozione dello sviluppo del pensiero critico, della capacità di elaborare proprie opinioni e di organizzarsi come cittadini e gruppi culturali.
L’insegnamento delle tecnologie deve essere abbinato ad altre conoscenze non digitali, altrettanto importanti per l'inclusione sociale e per dare una risposta immediata ai bisogni del cittadino. In base alle diverse tipologie di utenti (giovani, anziani, donne lavoratrici, casalinghe, disoccupati, ecc..) bisogna associare l’apprendimento di tipo “informatico” a contenuti a cui essi siano veramente interessati; mentre si acquisiscono conoscenze su Internet, si imparano altre cose (il computer diviene il “mezzo per” e non il fine ultimo).

La strategia di insegnamento, invece di essere guidata dal docente (“teacher led”), prevede prevalentemente piccoli gruppi di partecipanti aggregati per interesse e affiancati da giovani studenti degli istituti superiori o dell’università, che facilitano l’approccio alle nuove tecnologie.


 

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